Incontro del 30/04 presso il GASNogarole a Villa Manara
Come saper riconoscere i tagli migliori e come usarli al meglio.
A cura del dott. Veterinario Nonis dell’Usl di Bussolengo
Nell’accezione comune la carne s’intende come la parte muscolare di un animale in realtà è la parte più nobile dell’animale stesso perché per legge è considerata tutte le parti commestibili dell’animale da macello. Allora come possiamo sapere se ciò che mangiamo è di buona qualità?
Prima di tutto dobbiamo guardare l’etichetta che per legge è sempre presente al momento della vendita. Sull’etichetta noi possiamo vedere informazioni come:
- La specie e la razza dell’animale macellato o, nel caso di prodotti composti, il suo miscuglio dove è riportato sempre in ordine di prevalenza;
- La nazione di nascita e di macello dell’animale;
- Il tipo di animale secondo una classificazione d’età;
- E data di scadenza del prodotto;
Com’è possibile riconoscere un buon taglio di carne?
Un buon taglio di carne che si rispetti è stato frollato in modo adeguato ed ha un buon contenuto di grasso, e come si vede se è ben frollato?
La carne frollata al tatto è morbida non si sentono come dei piccoli stuzzicadenti (ciò vuol dire che il taglio non è stato lavorato meccanicamente per sostituire la frollatura), il suo colore è uniforme e non ci sono piccole chiazze nerastre sulla superficie e non perde troppi liquidi sul bancone (sintomo che è stato surgelato velocemente quando la carne non era sufficientemente asciutta), il grasso esterno è spesso e si vedono chiaramente i tagli di rifilatura compiuti dal macellaio.
Il bravo macellaio (si tratta di solito di macellerie locali e non macellerie dei supermercati) non toglie mai troppo grasso dal taglio di carne e ne taglia una porzione solo al momento della vendita, non lo prepara in vaschette preconfezionate.
Come si conserva correttamente a casa la carne?
Principalmente per preservare al meglio le sue caratteristiche si può conservarla in frigorifero, è bene utilizzare un pezzo intero o comunque molto grande con del grasso esterno, ricordandoci di rifilarlo prima dell’uso, oppure si può congelare in freezer in modo veloce (freezer poco pieno, programma surgelante) e poi scongelarla in modo lento in frigorifero (mai a fiamma viva).
Qual è il modo migliore per cucinarla?
- Per pezzi di taglio nobile con molto grasso (filetto, costata, fiorentina ecc.) è bene utilizzare un metodo di cottura a secco a circa 200°C in forno o alla brace, i pezzi devono essere con uno spessore superiore al mezzo centimetro e con del grasso attaccato. In questo modo il grasso si scioglierà e manterrà la carne morbida evitando che si cuocia troppo;
- Per pezzi più muscolari con meno grasso e più tessuto connettivo (noce, girello, sottogola ecc.) si consiglia una cottura in umido a 100°C (lessi e bolliti) a pezzi interi o tagliati a dadini. In questo modo l’acqua calda aiuta a sciogliere i nervi e i tendini presenti;
- La cottura alla piastra è sconsigliabile se non per i prodotti composti molto grassi come hamburger o wùstel;


ho preparato anche una spiegazione più completa, purtroppo è troppo grande per lo spazio concesso sul blog chiunque la volesse gliela posso girare via e-mail