notizie dallo sbarco
le testimonianze di alcuni ospiti e produttori al convegno nazionale dei GAS in Sicilia riportateci da Marzio del GAS di Nogarole Rocca
9° CONVEGNO NAZIONALE
Petralia Sottana 26-28 giugno
VENERDI’ POMERIGGIO
CASEIFICIO TOMASONI: Sono un caseificio del basso bresciano. Hanno iniziato la produzione nel 1815 e producevano ancora sulle montagne della bergamasca.
Nel 2004 il loro maggiore acquirente gli taglia gli ordinativi. Da quel momento decidono di entrare nel bio e DI rafforzae il legame dell’azienda con le tradizioni e l’originalità della produzione. Nel 2005, a causa della difficile situazione economica in cui versava l’azienda, parte il progetto ‘Adotta una forma’. Chiedono aiuto ai gas, ma i rapporti con questi non sono stati facili da subito e l’entrata un passaggio difficile.
Il progetto consiste nell’acquistare anticipatamente il formaggio stoccato nei magazzini e invenduto. Alcuni gas, la Mag2 ed altri sposano il progetto anticipando all’azienda i 120mila euro necessari a salvarla e rilanciarla. Il caseificio Tomasoni non spende soldi in pubblicità e in fiere, a parte ‘Fai la cosa giusta’. Attraverso il passa parola, unico mezzo di promozione pubblicitaria, oggi servono circa 180 gas.
CASEIFICIO SANTA RITA: (si affianca a Tomasoni nella testimonianza) racconta quale è oggi la situazione dei caselli e degli agricoltori, che non riescono più a reggere la situazione del mercato e sono tutti indebitati con le banche. Il chiedere prestiti è una forma di suicidio perché i tassi bancari non sono affrontabili dalla realtà agricola. Tutta la produzione dei caseifici, sia di grana che di parmigiano, è oggi completamente in mano alle banche che controllano il prodotto finito come garanzia sui soldi prestati. Inoltre tutti i più grandi e importanti magazzini di stoccaggio sono delle banche che si fanno pagare (oltre agli interessi sul capitale prestato) per il servizio di conservazione, rotazione periodica delle forme…
Sia Tomasoni che Caseificio Santa Rita chiedono di sostenere tutto il settore della trasformazione per evitarne il collasso (che si sta ormai verificando da anni con la chiusura di centinaia di caseifici) e quindi la perdita di specificità portata da ogni singola realtà.
GALLINE FELICI: Roberto Li Calzi (motore e anima del Convegno Nazionale di Petraia Sottana) spiega che sono un consorzio di aziende che producono bio da 25 anni. Il lavoro con i gas ha permesso al consorzio di rilanciarsi sul mercato. Attualmente sono 10 produttori più 1 che sta entrando. Quest’ultimo è l’az.agr. Pappalardo, che non è ancora in bio, ma è stata taglieggiata e quindi fatta forzatamente entrata nel progetto (il solidale che supera il prodotto). Il cammino di entrata porterà l’azienda ad allinearsi con le altre già presenti all’interno del consorzio. Galline Felici, per i trasporti si appoggia a Riela Group una azienda di trasporti nazionale che è stata sequestrata alla mafia (fatturava 18milioni di euro prima del sequestro, oggi ne fattura 600mila. Data da subito per spacciata è rimasta sul mercato e si sta rafforzando sempre più attraverso progetti di solidarietà).
L’ISOLA CHE NON C’E’ (Como): Progetto ‘Corto Circuito’. Il progetto parte circa due anni e mezzo fa, con un lavoro forte sul territorio attraverso incontri con la gente su economia domestica, agricoltura bio… il progetto è teso alla organizzazione di una rete di distribuzione di prodotti freschi. Contemporaneamente al lavoro sul territorio è stato creato un tavolo di confronto fra produttori e consumatori. Poi un anno fa è partito il 1° mercatino i cui prodotti e i loro prezzi erano e sono ancora pubblicizzati sul territorio, anticipatamente, con mail. Col crescere del progetto si è pensato di creare una coop che raggruppasse tutte le figure e che stabilisse le regole nella produzione, nei prezzi… Oggi i mercati sono 2 (uno in una piazza comunale, l’altra all’interno della casa dei Comboniani) e tutto è controllato da una coop di classe A i cui soci sono tutti i consumatori, i produttori e le associazioni collegate al progetto. Oltre alla commercializzazione la coop si occupa di formazione, di spingere la filiera corta, di promuovere il bio in mense e scuole. Più che sul bio oggi lavorano sul bio-etico puntando su progetti solidali e sul rispetto del lavoro dei dipendenti. Collaborano molto con i comuni a cui chiedono, oltre a sovvenzioni per organizzare serate e corsi di formazione, terreni da dedicare a corsi e al recupero di lavori socialmente utili.
Il progetto ha avuto successo per il forte lavoro fatto a monte dall’Isola sul territorio per guadagnare visibilità e la fiducia della gente. Ci si è arrivati passando anche dall’organizzazione di una Fiera del Solidale.
COOP SOCIALE NOE: gestisce un terreno requisito alla mafia. Nasce neL 1996 ed è stato il 1° bene sequestrato alla mafia. Per questo hanno pagato il prezzo dell’inesperienza e di una legge che allora era molto imperfetta. Oggi la situazione è molto cambiata e chi gestisce una bene confiscato ha a disposizione una serie di strumenti legali forti. Fare agricoltura sociale su terreni confiscati è estremamente difficile e delicato, sia per la vicinanza fisica ai parenti del mafioso colpito sia per la realtà territoriale nel quale l’azienda si trova. Ciò causa SPESSO continui attacchi politici, pressioni, strategia delLa tensione…inoltre anche il cambio di un semplice assessore, può rappresentare un ostacolo alla operatività dell’azienda.
SABATO MATTINA
TONINO PERNA: docente dell’università di Messina. Secondo la sua valutazione, la crisi economica che ha colpito l’anno scorso il nord, arriverà al sud il prossimo anno, quando, a causa dell’abbassamento degli introiti statali verranno aumentati ulteriormente e drasticamente i tagli alla spesa. La crisi al sud si sta sentendo meno anche perché tradizionalmente e più forte l’autoproduzione (tra il 10 e il 40%) e al dono e al regalo (in orizzontale fra famiglie che si scambiano beni autoprodotti e in verticale attraverso regali e doni al dottore, l’avvocato…come forme di rispetto e referenza). Il gas è un’esperienza del nord che permette di recuperare quei rapporti umani che nelle società sono praticamente spariti. L’esperienza di Libera è stata fondamentale per tutti coloro che desiderano un’esperienza nuova e per i gas, tracciando un nuova via.
Per quello che riguarda i rapporti nord-sud è necessaria una maggiore collaborazione, in modo che le idee e i progetti del sud non trovino nel nord solo sostegno economico, ma crescita e possibilità di sviluppo. La forza del gas sta nel colpire un nodo strutturale che è quello della distribuzione.
VINCENZO LINARELLO: Consorzio Sociale GOEL. Goel è un consorzio sociale che opera nella locride (Calabria), cioè in un territorio caratterizzato da reti clientelari, violenza, mafia. Loro impegno principale è creare occasioni di lavoro, aiutando imprenditori a sviluppare i loro progetti. Questi progetti devono partire dalla Calabria per ritornare in Calabria (come benefici e effetti del lavoro svolto) o aiutare lo sviluppo di imprese di disabili… Il tipo di impresa che risponde meglio al loro progetto è la coop B cioè quella per l’inserimento lavorativo.
I veri problemi del consorzio sono iniziati quando, fermatisi per analizzare il lavoro fatto, hanno capito che tutto intorno a loro, nel sud, l’impegno principale (trasversale) era quello di creare lavoro precario. Nel sud, rami deviati della massoneria e la mafia spingono per il controllo del territorio e l’obiettivo si raggiunge attraverso il mantenimento di uno stato di precariato che crea sudditanza e clientelismo. Il controllo del territorio, automaticamente, permette il controllo assoluto della politica, attraverso la vendita ai politici di pacchetti di voti. L’impegno di Goel è appunto quello di creare strutture economiche non clientelari in modo da rompere il legame lavoro, voto, politica.
Oggi l’impegno e su 3 fronti:
1) Si è iniziato un percorso di avvicinamento alle società, alle coop e alle associazioni colpite dalla mafia, da un lato per non farle sentire sole, dall’altro per inserirle in una rete con l’obiettivo di trovare nuovi mercati puliti ed opportunità, permettendo loro di rilanciarsi.
2) nuova frontiera del consorzio è quella di a) creare una comunità mutualistica, b) creare una fondazione di comunità, c) creare una scuola per dirigenti di aziende mutualistiche. Quest’ultima basata su 2 ingredienti fondamentali: l’etica applicata e l’approvvigionamento di tecnologia sociale per formare dirigenti etici sì ma anche e soprattutto efficaci.
3) Creare una rete di alleanze nord-sud capace di contrastare l’infiltrazione mafiosa al nord, in quanto sempre più i capitali mafiosi del sud vengono puliti passando attraverso investimenti o acquisizioni di aziende del nord. Bloccare l’infiltrazione significa togliere libertà di movimento alla mafia. Da questo punto di vista, il progetto di economia alternativa, portato avanti dai gas ha fortissimi risvolti positivi nella lotta alle mafie.
GENNARO FERRILLO: Res Meridiana, rete SudSud. Lo sforzo è quello di creare una Res meridionale che raggruppi tutte le realtà dei sud (gas, associazioni, coop….). Il principio di fare sistema passa attraverso la valorizzazioni delle esperienze già presenti sui territori.
RITA BORSELLINO: ha parlato dell’esperienza politica fatta in Sicilia da suo gruppo dopo la morte del fratello
