Motorcity: finalmente i commercianti prendono posizione

E’ di oggi l’articolo su L’Arena in cui Morando, presidente di Confcommercio, esprime la sua contrarietà al mega-progetto. Speriamo arrivino altre autorevoli posizioni contrarie.

VIGASIO e TREVENZUOLO. Faccia a faccia in Provincia tra il direttivo dell’associazione commercianti e i responsabili della società che intende costruire l’opera

L’autodromo bocciato dalla Confcommercio

Lino Fontana

Morando: «Che senso ha fare una nuova piazza Erbe al coperto con tanti negozi?» I vertici del Motor City: «Porteremo turisti»

Giovedì 23 Luglio 2009 PROVINCIA, pagina 29

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I commercianti veronesi, attraverso la Confcommercio, dicono “no” al Motor city che dovrebbe sorgere tra Trevenzuolo e Vigasio. L’occasione per dichiararlo ufficialmente è stato l’incontro, organizzato dal neo presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, tra il direttivo della Confcommercio e i vertici di Motor City holding. Da una parte una nutrita delegazione di commercianti, guidata dal presidente Fernando Morando, dall’altra il presidente dell’Autodromo del Veneto spa, Martino Dall’Oca, e Stefano Montanari, project maneger di Coopsette, una delle due società che realizzeranno l’opera. «Siamo preoccupati per quanto sta accadendo», ha dichiarato Morando in una pausa dell’incontro, durato un paio d’ore e tenutosi nella Sala rossa della Provincia. «Per la prima volta abbiamo visto il progetto.Non siamo negli Stati Uniti e nemmeno nel deserto di Abu Dabi dove sorgono simili impianti. La nostra è una città d’arte con una storia che tutti ci invidiano e non comprendo come si debba fare, a due passi, un centro commerciale che all’interno ha una copia di piazza Erbe. Mi sembra un flop». Secondo Morando, come già avviene negli Stati Uniti dove copiano le nostre città d’arte «questi cercano di copiare quello che già esiste e non vorrei che tutto ciò avvenisse. Non ero d’accordo prima e lo sono ancor meno ora».
I commercianti ritengono che le ripercussioni sulla categoria, con l’arrivo del Motor city, non siano marginali. Si chiedono anche da dove viene la gente, «visto che si parla di milioni di visitatori annui; e se arriva va solo lì o viene anche in città?». Morando conclude: «Possiamo solo dire di non essere d’accordo visto che per realizzare tutto ciò è stata approvata una apposita legge regionale».
Preoccupazioni che Martino Dall’Oca cerca di smorzare sottolineando che «nell’incontro abbiamo cercato di spiegare il nostro progetto e ci stiamo confrontando su una iniziativa che ha uguali in molti altri Stati, dagli Usa (Indianapolis) ad Abu Dabi, da Singapore all’Algarve in Portogallo, la più simile al nostro progetto». «Noi non siamo in concorrenza con i commercianti, non ci sarà alcun ipermercato di alimentari, ma attrazioni turistiche e ludiche che porteranno gente e ricchezza per il territorio. Vogliamo che la gente si fermi anche in città e sul lago. I nostri competitori non sono a livello locale ma mondiale».
Stefano Montanari ha illustrato l’intervento, avvalendosi di un video animato, simulando una visita nelle aree del Motor city come fossero già realizzate. Tra laghetti artificiali, piste, piazze alberate, fontane zampillanti, persone che passeggiano ed auto che sfrecciano veloci con un sottofondo musicale molto accattivante. Ma tutto questo non sembra abbia convinto i commercianti. Flavio Zuliani, presidente del Consorzio Zai ha detto; «Siete lungimiranti ma inevitabilmente sul territorio si creeranno problemi sotto l’aspetto commerciale. Crediamo che l’Italia sia visitata più per la sua storia ed arte che per questa realtà». Una realtà, come ha illustrato Montanari, con un centro commerciale di 180mila metri quadrati «che ripropone le stesse caratteristiche urbanistiche di piazza Erbe con parcheggi sotterranei per 18mila auto», che poggia sull’autodromo, su un parco divertimenti e «che avrà ben 60 attrazioni pari a Disneyland; dove sorgeranno due alberghi con 1.100 stanze», e un parco tecnologico simile a quello di Cambridge. Ha aggiunto che «su richiesta degli enti pubblici saranno realizzati 400 alloggi come espansione dell’abitato di Trevenzuolo».

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