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	<title>PoveglianoATuttoGAS &#187; biologico</title>
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	<description>Il GAS di Povegliano Veronese</description>
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		<title>Riunione mensile: venerdì 28 gennaio 2011</title>
		<link>http://poveglianoatuttogas.org/2011/01/28/riunione-mensile-venerdi-28-gennaio-2011/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloreggiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riunioni]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
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		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! Venerdì 28 gennaio ci sarà la consueta riunione mensile del GAS, alle 21 presso il Centro Sociale di Via Fratelli Rosselli, Povegliano Veronese. Gli argomenti della serata: Benvenuto ai nuovi aderenti E&#8217; possibile che venga a trovarci Zeno, quello del gelato a km zero (non mi ha ancora dato conferma) che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ciao a tutti!</div>
<div><strong>V</strong><strong>enerdì 28 gennaio</strong> ci sarà la consueta riunione mensile del GAS, alle 21 presso il <a href="http://maps.google.it/maps/place?cid=18414611656056280032&amp;q=Centro+Sociale&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.35213,10.880435&amp;spn=0,0&amp;z=17">Centro Sociale di Via Fratelli Rosselli, Povegliano Veronese</a>.</div>
<div>Gli argomenti della serata:</div>
<ul>
<li>Benvenuto ai nuovi aderenti</li>
<li>E&#8217; possibile che venga a trovarci Zeno, quello del gelato a km zero (non mi ha ancora dato conferma) che ha una proposta interessante</li>
<li>Giovanni aggiornerà sull&#8217;incontro dell&#8217;intergas dello scorso novembre a cui ha partecipato e sulla <a href="http://poveglianoatuttogas.org/2010/11/05/tutti-alla-festa-di-san-martino/">Festa di San Martino</a></li>
<li>Carlo ci aggiornerà sulla partenza della campagna referendaria per l&#8217;acqua pubblica</li>
<li>Stefania farà il punto sulla gestione ordini con DIGIGAS3</li>
</ul>
<p>Valentina ci ricorda che sabato pomeriggio ci sarà un nuovo <em>GasDay </em>a La Buona Terra!</p>
<p>A stesera!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fpoveglianoatuttogas.org%2F2011%2F01%2F28%2Friunione-mensile-venerdi-28-gennaio-2011%2F&amp;title=Riunione%20mensile%3A%20venerd%C3%AC%2028%20gennaio%202011">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Per un bio senza carne e latticini</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 06:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonebernabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[consumo territorio]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[latticini]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una lettera aperta rivolta a coloro che hanno fatto una scelta di vita che va verso consumo di prodotti biologici, con l’intento di vivere in modo più sano e con minore impatto ambientale. Il mio scopo è quello di informare chi già non lo sia, di quali siano i reali costi, in termini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.consumieclima.org/modulo2/images/impronta_figura1.jpg" alt="" width="629" height="362" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Questa è una lettera aperta rivolta a coloro che hanno fatto una scelta di vita che va verso consumo di prodotti biologici, con l’intento di vivere in modo più sano e con minore impatto ambientale. Il mio scopo è quello di informare chi già non lo sia, di quali siano i reali costi, in termini di salute e di energia, del consumo di carne e latte. Credo che la conoscenza della verità che sta dietro certe nostre abitudini consolidate, considerate erroneamente necessità incontestabili, sia un diritto e una ricchezza cui nessuno dovrebbe rinunciare, uno strumento indispensabile per vivere e ‘consumare’ con consapevolezza e coscienza.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">La domanda che mi pongo e rivolgo a tutti voi è questa: è possibile fare una scelta “bio” continuando a consumare carne e latticini? Le ricerche hanno dimostrato che la produzione di carne e latte divorano enormi quantità di risorse. Ad esempio la deforestazione, che procede a ritmi vertiginosi, è causata quasi totalmente dalla necessità di produrre sempre più mangime ad uso zootecnico. Un kg di carne costa ben 15 Kg di cereali. La crescita della deforestazione cresce in maniera direttamente proporzionale alla richiesta di carne. Veniamo all’acqua… Un kg di carne costa ben 100.000 litri di acqua. Consumando 5 kg di carne, abbiamo già fatto fuori 500.000 litri di acqua, che è il fabbisogno annuale di acqua di una famiglia di 4 persone! Non possiamo stupirci se ogni anno dobbiamo affrontare l’emergenza idrica. Ma nessuno parla delle vere cause! E il clima? Consumando carne produciamo una quantità di gas serra molto maggiore di quello prodotto da tutti i trasporti terrestri, marittimi ed aerei messi insieme. Eppure nessuno ne parla.<br />
Questo costo dovrebbe essere giustificato perlomeno da un rendiconto a livello di salute. Invece, paradossalmente, il consumo di carne e latte provoca direttamente od è concausa di una serie infinita di disturbi, a partire da obesità, cefalee, dermatiti, allergie, alopecia, arteriosclerosi, fino ai tumori di vario tipo. Consumare carne acidifica così tanto il nostro corpo (l’acidificazione del corpo è una delle cose più insidiose e pericolose per la nostra salute) attraverso la produzione di scarti, tossine e scorie, da costringerci a prelevare risorse dalle nostre riserve minerali, cioè dalle ossa. Le decantate doti del formaggio in quanto alimento ricco di calcio, in realtà è una delle tante bugie cui vogliono farci credere. Infatti, oltre a contenere un’altissima percentuale di pus a causa dei modi in cui viene prodotto, acidifica il nostro sangue e costringe l’organismo a prelevare calcio da se stesso, a impoverirsi, in modo da ristabilire l’equilibrio acido-basico, e provocando, invece di risolvere, l’insorgenza dell’osteoporosi. Ricordo che nelle verdure e nei semi c’è tutto il calcio di cui abbiamo bisogno.<br />
D’altronde, l’uomo è l’unico essere vivente che consuma latte dopo lo svezzamento. Come se questo non bastasse, consuma latte di un’altra specie vivente, completamente diversa. Non vi sembra una cosa assurda? Il latte di mucca, che beviamo con tanta disinvoltura e che mettiamo ovunque, contiene una quantità di grassi tre volte maggiore rispetto al latte umano, perché serve a far raddoppiare di peso un vitello nel giro di pochi mesi. Ma i nostri bambini non sono vitelli! Tutto questo grasso deve essere eliminato o depositato da qualche parte nel nostro corpo, causando affaticamento metabolico e, alla lunga, la chiusura delle arterie, problemi agli occhi, alle ossa, agli organi, alla pelle, ai capelli. Il latte, cagliando nell’intestino, forma una patina stopposa e gommosa che appiccicandosi al tratto digerente impedisce ai nutrienti contenuti nel cibo di essere assorbiti. E così produciamo ulteriori scorie. Eppure lo diamo ai nostri figli con la convinzione di fargli del bene. Ma non è così. E mangiare verdura biologica servirà a ben poco, se non smettiamo di introdurre sostanze nocive.<br />
Gli studi di anatomia comparata dimostrano senza ombra di dubbio che l’organismo umano è del tutto inadatto al consumo di carne. Il fatto che l’uomo sia diventato, relativamente  di recente, anche cacciatore (oltre a raccoglitore come è sua natura) a causa di necessità ambientali momentanee, non ne fa di lui un carnivoro. Il nostro tratto digerente, troppo lungo e sprovvisto degli acidi dei veri animali carnivori, è del tutto inadeguato al consumo di carne e latticini che, stazionando nel nostro organismo troppo tempo, putrefanno e provocano acidosi e produzione di molte scorie. I reni, eternamente sovraccarichi di lavoro, sono costretti a turni supplementari per poterne eliminare solo una piccola parte. Il resto delle scorie va a formare “noi”.<br />
I nostri denti, le nostre mani, i nostri organi interni, dimostrano in modo inequivocabile quanto siamo inadatti al tipo di alimentazione carnea (provate ad assalire una gazzella e a sbranarla coi denti… abbiamo bisogno di armi, altrimenti moriremmo di fame) Tant’è che i nostri parenti più stretti, le scimmie, sono frugivore, consumano cioè frutta, bacche, radici. Proprio come ha fatto per tantissimi anni l’uomo delle origini.<br />
Eliminare dalla nostra dieta carne e latticini, come consigliano ormai anche molti medici, pediatri, nutrizionisti ed oncologi (Umberto Veronesi afferma che “mangiare carne è una pazzia”), ha risvolti positivi evidenti dal punto di vista etico, ecologico, salutistico, e la scelta di consumare prodotti biologici risparmia ben poco alla Terra e alla nostra salute.<br />
Qualsiasi cosa tu faccia per mantenere in vita un sistema basato sullo sfruttamento animale (alimentazione carnea, consumo di latticini ecc.) renderà vano, o almeno molto parziale ed alla fine inutile, ogni tuo sforzo di fare scelte ecologiche, sostenibili, e quindi di apportare un contributo positivo alla salvaguardia del pianeta e della vita dei suoi abitanti. Questo perché l’industria per produrre carne e latte è di una tale inefficienza ed iniquità e divora in modo così radicale e vorace le risorse del nostro pianeta, che le soluzioni che prescindono dal rifiuto delle nostre folli abitudini alimentari sono destinate ad essere insignificanti dal punto di vista della sostenibilità. In poche parole, stiamo producendo, per noi e  per le nuove generazioni, cioè i nostri figli, una Terra impoverita, malata ed inquinata. Pensate all’ipocrisia delle varie raccomandazioni “ecologiche” che ci propinano i media, tipo “fate la doccia in due”, mentre viene nascosta la vera causa della mancanza di acqua; oppure “utilizzate i mezzi pubblici”, quando inquiniamo molto di più mangiando carne che guidando il SUV. Tutte pseudo-soluzioni. Certo sarebbe meglio seguire entrambe le indicazioni…<br />
Ora, considerato che le suddette abitudini distruggono il pianeta (pensate, fra l’altro, ai milioni di tonnellate di sterco prodotte negli allevamenti ogni anno), esauriscono drasticamente e tragicamente le limitate risorse disponibili (intere foreste e specie animali), provocano gravi danni alla salute e infliggono sofferenze indicibili a miliardi di creature (170 miliardi dei nostri “amici” animali torturati ed uccisi ogni anno!), chi sarebbe tanto sconsiderato da volerle perpetuare? Come si può pensare di poter mantenere in vita un sistema così svantaggioso (per usare un eufemismo) per tutti? Pensate che, da come è svantaggioso, dobbiamo mantenerlo con le tasse che paghiamo ogni anno! Ovviamente c’è chi da questo trae grandi profitti. Come accade spesso, gli interessi (economici) di pochi vanno a scapito della vita di molti. E questi pochi si prodigano, attraverso la pubblicità, gli esperti, i medici, a convincerci che il consumo di carne e latte è normale ed indispensabile per un corretto sviluppo fisico. Ma questo è evidentemente falso.<br />
Le nostre errate abitudini alimentari sono collegate in modo indissolubile e determinante alla crisi energetica del pianeta, alla qualità dell’aria che respiriamo, alla fame nei paesi poveri, sfruttati a nostro piacimento (ci sarebbe cibo per tutti), alla scarsità dell’acqua, al riscaldamento del pianeta. Dobbiamo prenderne atto se vogliamo veramente bene a noi stessi e fare delle scelte davvero ecologiche. Abbiamo in punta di forchetta la soluzione a molti mali del nostro tempo. Non sono richiesti sacrifici, ma solo la disponibilità ad una vita veramente sana e sostenibile (sarebbe bello creare Gruppi di Acquisto Solidale, cioè che non comporti lo sfruttamento di persone e animali, e Sostenibile), improntata al rispetto di chi ha fame e che invece muore a causa dei nostri stili di vita. Da ognuno di noi deve partire il cambiamento. Non possiamo aspettare che avvenga dall’alto.<br />
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva Gandhi. Non è mai troppo tardi per cambiare in meglio, dico io…<br />
Spero che questa mia breve lettera (ci sarebbero tantissime cose da dire) abbia offerto qualche spunto di riflessione. Vi invito ad approfondire il discorso. Concludo con una frase:<br />
È più importante impedire a un animale di soffrire, piuttosto che restare seduti a contemplare i mali dell&#8217;Universo pregando in compagnia dei sacerdoti. (Buddha)<br />
Un caro saluto<br />
David Ciolli</span><br />
<span style="color: #000000;">Per maggiori informazioni:</span><br />
<a href="http://www.scienzavegetariana.it/">www.scienzavegetariana.it</a><br />
<a href="http://www.vegfacile.org/">www.vegfacile.org</a><br />
<a href="http://www.promiseland.it/">www.promiseland.it</a><br />
<span style="color: #000000;">La cucina etica, ed. Sonda<br />
Rifkin, Ecocidio<br />
Film: Earthlings</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">FONTE</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.aamterranuova.it/article4916.htm">http://www.aamterranuova.it/article4916.htm</a></span></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rapporto Bio Bank 2010: s’impenna la vendita diretta e coinvolge più gruppi sociali</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonebernabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[bio bank]]></category>
		<category><![CDATA[filiera corta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Bertizzolo E’ cresciuta, si è moltiplicata, ma soprattutto ha coinvolto nuovi gruppi sociali. Il cuore della vendita diretta batte attraverso i quasi 600 gruppi d’acquisto solidale, cresciuti del 68% in tre anni; negli spacci di oltre duemila aziende agricole biologiche sparse lungo tutta la Penisola, aumentati del 32%; con la spesa Bio on-line su oltre 130 siti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giovanni Bertizzolo</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.blogbiologico.it/wp-content/uploads/2010/09/mercato.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<p>E’ cresciuta, si è moltiplicata, ma soprattutto ha coinvolto nuovi gruppi sociali.<br />
Il cuore della <strong>vendita diretta</strong> batte attraverso i quasi<strong> 600 gruppi d’acquisto solidale</strong>, cresciuti del 68% in tre anni; <strong>negli spacci di oltre duemila aziende agricole biologiche</strong> sparse lungo tutta la Penisola, aumentati del 32%; con la <strong>spesa Bio on-line </strong>su oltre 130 siti, cresciuti del 25%. E anche nelle migliaia di <strong>cassette</strong> di frutta e verdura biologica, locale e di stagione, preparate ogni settimana dai contadini e consegnate direttamente ai consumatori. E’ la nuova tendenza della <strong>filiera corta</strong> che avanza nelle grandi città e nei piccoli centri, da parte di gruppi di produttori, cooperative o di singoli agricoltori e coinvolge persone, famiglie, gruppi di amici, colleghi di lavoro.<br />
Da molti anni sono in crescita tutte le forme di filiera corta. Ma ora è evidente l’effetto traino di questi nuovi modi di fare la spesa su nuove fasce di pubblico, mai coinvolte prima. Attratte dal risparmio, certo, ma anche dalla qualità biologica e dal desiderio di essere in rete fra loro ed in collegamento diretto con chi produce. Il vantaggio è reciproco: i contadini incassano il doppio, i consumatori pagano la metà.<br />
Anche nel 2009 <strong>Emilia-Romagna</strong>, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori Bio, con l’Emilia-Romagna che torna alla guida del gruppo. La classifica per densità di operatori vede invece al primo posto le Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.<br />
Tutto questo, in sintesi, emerge dal <strong>Rapporto Bio Bank 2010</strong>, la banca dati del biologico.<br />
In particolare, nel 2009 sono stati quasi <strong>ottomila gli operatori censiti</strong>, con oltre 900 nuovi rilevamenti. Otto le tipologie prese in esame nel Rapporto: <strong>agriturismi, aziende con vendita diretta, gruppi d’acquisto solidale, mercatini, mense scolastiche, ristoranti, negozi specializzati, e-commerce.</strong></p>
<p>FONTE</p>
<p><strong><a href="http://www.blogbiologico.it/rapporto-bio-bank-2010-moltiplicata-la-vendita-diretta-e-coinvolge-nuovi-gruppi-sociali/">http://www.blogbiologico.it/rapporto-bio-bank-2010-moltiplicata-la-vendita-diretta-e-coinvolge-nuovi-gruppi-sociali/</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fpoveglianoatuttogas.org%2F2010%2F09%2F12%2Frapporto-bio-bank-2010-s%25e2%2580%2599impenna-la-vendita-diretta-e-coinvolge-piu-gruppi-sociali%2F&amp;title=Rapporto%20Bio%20Bank%202010%3A%20s%E2%80%99impenna%20la%20vendita%20diretta%20e%20coinvolge%20pi%C3%B9%20gruppi%20sociali">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Appello al Ministro dell&#8217;Agricoltura Galan: &#8220;Italia llibera da pesticidi e Ogm&#8221;</title>
		<link>http://poveglianoatuttogas.org/2010/09/11/appello-al-ministro-dellagricoltura-galan-italia-llibera-da-pesticidi-e-ogm/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonebernabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura integrata]]></category>
		<category><![CDATA[psr]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito del divieto di coltivazione, del Mais OGM, Mon 810, decretato dal Ministro Zaia è ora necessario: applicare la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Dir. 2001/18/CE, notificandola alla Commissione UE ed applicandola anche alla Patata Amflora e a tutte le importazione di OGM e non solo al divieto di semina. Sono ben 32 gli OGM [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.agoramagazine.it/agora/IMG/arton10922.jpg" alt="" width="282" height="253" /></p>
<p>A seguito del divieto di coltivazione, del Mais<strong> <span style="font-weight: normal;">OGM, </span></strong>Mon 810, decretato dal Ministro Zaia è ora necessario:</p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> applicare la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Dir. 2001/18/CE, notificandola alla Commissione UE ed applicandola anche alla Patata Amflora e a tutte le importazione di OGM e non solo al divieto di semina. Sono ben 32 gli OGM autorizzati per l&#8217;alimentazione umana ed animale in Europa e quindi in Italia, nascosti negli alimenti attraverso il &#8220;Cavillo di Troia&#8221; della soglia di (in)tolleranza allo 0,9% (9 grammi per kg) senza etichettatura.</p>
<p>In mancanza di decreti ministeriali per la tutela sanitaria e ambientale intervengano i Sindaci dei Comuni con Ordinanze Sanitarie di divieto di semina e commercio di OGM, in applicazione dell&#8217;Art. 32 della Costituzione</p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> indire, con decreto ad hoc, il referendum consultivo (obbligatorio per la stessa Dir. 2001/18/CE), preliminare ad ogni decisione sugli OGM, per il rischio di irreversibile contaminazione della catena alimentare e dell&#8217;ambiente in generale attraverso il TGO (trasferimento genico orizzontale di DNA transgenico attraverso la digestione, la degradazione ambientale, l&#8217;acqua, i microrganismi del terreno, le catene alimentari, ecc).</p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> imporre la tolleranza ZerOGM in ogni prodotto agro-alimentare, come nelle sementi, secondo corretti criteri di Biosicurezza, per evitare ogni contaminazione dell&#8217;ambiente e degli alimenti biologici e/o convenzionali, rendendo nel contempo possibili i controlli di presenza/assenza, oggi vanificati dalle soglie di tolleranza senza etichettatura.</p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> salvaguardare il diritto dei coltivatori a non voler produrre prodotti contaminati da ogm e dei consumatori a non alimentarsi con gli stessi. Attraverso la corretta informazione, garantita da una recente sentenza della Corte di giustizia Ue.</p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Elaborare un Piano Nazionale di Riconversione Biologica dell&#8217;Agricoltura, attraverso le enormi risorse disponibili nelle Misure Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale 2007-2013 delle Regioni.</p>
<p>1. <strong>Evitare distrazione di fondi verso una fittizia Agricoltura Integrata, concorrenziale all&#8217;Agricoltura Biologica</strong></p>
<p>2. <strong>Pagamenti Agroambientali sufficienti alla Riconversione Biologica delle diverse coltivazioni (superficie agricola nazionale)</strong></p>
<p><img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Seminativi avvicendati, Cereali e leguminose da granella: 3.000.000 Ha x 400 €/ha in media di pagamento agroambientale = 1,2 Miliadi di € (il pagamento oggi previsto dalle Regioni è di circa 200 €/ha, insufficiente)<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Mais: 800.000 ha x 600 €/ha = 0,48 miliardi di €<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Olivi: 1.000.000 ha x 500 €/ha = 0,5 Miliardi di €<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Vigneti: 700.000 € x 700 €/ha = 0,5 miliardi di €<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Frutteti: 400.000 ha x 1.500 € /ha = 0,6 miliardi di €<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Orticoltura: 200.000 ha x 2.500 €/ha = 0,5 miliardi di €<br />
<img src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-68c92.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Prati avvicendati, Pascoli e Prati Pascoli 3.500.000 di ha x 100 € ha = 0,35 miliardi di €</p>
<p>Totale di spesa prevista: 4 miliardi di € all&#8217;anno avanzano anche fondi per coltivare il Tabacco Biologico: 30.000 ha x 5.000 €/ha</p>
<p>Benessere Animale: 400 € per unita bovina adulta (UBA) allevata in biologico (corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 galline, ecc) x 3.000.000 di UBA = 1,2 miliardi di €. In tal modo avremmo liberato la zootecnia italiana dalla necessità di importare mangimi contaminati da OGM La zootecnia Biologica sarebbe sufficiente a fornire almeno 500 grammi di carne a settima procapite e molto di più in equivalenza di latticini</p>
<p><strong>Abbiamo ancora a disposizione oltre 17 miliradi di € da spendere per i PSR Regionali, con priorità fino al 70% per i Pagamenti Agroambientali all&#8217;Agricoltura Biologica (circa 12 miliardi di € disponibili) nel periodo 2010-2013. </strong></p>
<p><strong>In pratica Possiamo riconvertire quasi tutta l&#8217;Italia al Biologico. Oggi, non domani !</strong></p>
<p>FONTE:</p>
<p><a href="http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10922">http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10922</a></p>
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		<title>la filiera del grano di Verona</title>
		<link>http://poveglianoatuttogas.org/2010/09/07/la-filiera-del-grano-di-verona/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonebernabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[intergas]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è costituita una rete veronese di produttori, trasformatori e GAS che sta avviando la fase esecutiva del progetto di filiera del grano che è in elaborazione all’interno dell’intergas dal 2008. Ora tutti i tasselli sono al posto giusto, il grano coltivato quest’anno è stato raccolto, a breve avverrà la prima macinazione e con settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.selese.org/wp-content/uploads/2010/09/foto-marco2.jpg"><img title="foto marco2" src="http://www.selese.org/wp-content/uploads/2010/09/foto-marco2.jpg" alt="" width="210" height="162" /></a></p>
<p>Si è costituita una rete veronese di produttori, trasformatori e GAS che sta avviando la fase esecutiva del progetto di filiera del grano che è in elaborazione all’interno dell’intergas dal 2008.</p>
<p>Ora tutti i tasselli sono al posto giusto, il grano coltivato quest’anno è stato raccolto, a breve avverrà la prima macinazione e con settembre inizieranno gli ordini di farina e pane.</p>
<p>Per leggere il progetto della filiera e vedere le immagini dei produttori che hanno aderito abbiamo pubblicato una nuova pagina che si chiama appunto filiera del grano:</p>
<p><a href="http://www.selese.org/progetto-di-filiera-del-grano">http://www.selese.org/filiera-del-grano</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fpoveglianoatuttogas.org%2F2010%2F09%2F07%2Fla-filiera-del-grano-di-verona%2F&amp;title=la%20filiera%20del%20grano%20di%20Verona">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Fragole biologiche: più belle, più sane, più ricche di sostanze anti cancro</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 14:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonebernabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>

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		<description><![CDATA[Bellezza e bontà assieme nel piatto. Le fragole biologiche hanno un aspetto migliore e sono più ricche di nutrienti utili rispetto alle varietà coltivate chimicamente. E&#8217; quanto emerge da una ricerca della Washington State University, diretta dal dottor John Reganold e pubblicata su &#8220;PLoS ONE&#8221;. Il dottore e gli altri scienziati hanno selezionato tre varietà diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.newsfood.com/q/cb4a2997/zoom-immagine-fragole-biologiche-piu-belle-piu-sane-piu-ricche-di-sostanze-anti-cancro/"><img title="Fragole biologiche: più belle, più sane, più ricche di sostanze anti cancro" src="http://www.newsfood.com/data/iNodes/2010/02/23/20100223160025-cb4a2997//Standards/250x.jpg" alt="Fragole biologiche: più belle, più sane, più ricche di sostanze anti cancro" /></a></div>
<p>Bellezza e bontà assieme nel piatto. Le <a href="http://www.newsfood.com/key/2402/fragole">fragole</a> biologiche hanno un aspetto migliore e sono più ricche di nutrienti utili rispetto alle varietà coltivate chimicamente.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge da una ricerca della Washington State University, diretta dal dottor John Reganold e pubblicata su &#8220;PLoS ONE&#8221;.</p>
<p>Il dottore e gli altri scienziati hanno selezionato tre varietà diverse di <a href="http://www.newsfood.com/key/2402/fragole">fragole</a>, coltivate in 13 aziende convenzionali e 13 aziende che praticavano <a href="http://www.newsfood.com/key/33/agricoltura-biologica">agricoltura biologica</a>, tutte situate in California.<br />
Dopodiché, i frutti sono stati offerti ad alcuni volontari che dovevano giudicarle in base ad aspetto e <a href="http://www.newsfood.com/key/4403/sapore">sapore</a>. A riguardo, gli studiosi fanno notare come gli assaggi siano avvenuti alla cieca, con i volontari non informati sulla provenienza del cibo.</p>
<p>In ogni caso, alla fine delle degustazioni è emerso come le <a href="http://www.newsfood.com/key/2402/fragole">fragole</a> biologiche fossero considerate più belle da vedere e con un <a href="http://www.newsfood.com/key/4403/sapore">sapore</a> più dolce e gradevole. Inoltre, puntualizza la squadra di Washington, tali vegetali contenevano più sostanze anti-<a href="http://www.newsfood.com/key/1815/cancro">cancro</a> ed anti radicali liberi rispetto alle colleghe ottenute con metodi artificiali.</p>
<p>A far la differenza, sostiene il dottor Reganold, sono i sistemi di coltivazione naturali: la presenza di batteri ed insetti nel terreno aiuta <a href="http://www.newsfood.com/key/4403/sapore">sapore</a> e contenuto: &#8220;lo studio dimostra che è possibile avere alta qualità e prodotti sani, senza ricorrere a un arsenale di pesticidi&#8221;.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> John P Reganold, Preston K Andrews, Jennifer R Reeve, Lynne Carpenter-Boggs, Christopher W Schadt, J Richard Alldredge, Carolyn F Ross, Neal M Davies, Jizhong Zhou, &#8220;Fruit and Soil Quality of Organic and Conventional Strawberry Agroecosystems&#8221;, PLoS ONE: Research Article, published 01 Sep 2010 10.1371/journal.pone.0012346</p>
<p><a href="http://www.newsfood.com/q/30560a73/fragole-biologiche-piu-belle-piu-sane-piu-ricche-di-sostanze-anti-cancro/">http://www.newsfood.com/q/30560a73/fragole-biologiche-piu-belle-piu-sane-piu-ricche-di-sostanze-anti-cancro/</a></p>
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		<title>Presentazione Artemisia</title>
		<link>http://poveglianoatuttogas.org/2010/02/16/presentazione-artemisia/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stered</dc:creator>
				<category><![CDATA[fornitori]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[fornitore]]></category>

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		<description><![CDATA[ARTEMISIA “Con l’energia del cuore” Artemisia è un’azienda agricola nata dal desiderio di un gruppo di poter coltivare e produrre i prodotti del proprio territorio in modo “ armonico ”. Per “ armonico “ intendiamo non solo l’attenzione alla massima qualità tecnica del prodotto, alle modalità di produzione naturale (terreni, coltivazione, raccolta, trasformazione, ecc.), ma anche al rispetto dei ritmi della Natura, senza forzature, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ARTEMISIA</strong></p>
<p><strong>“Con l’energia del cuore”</strong></p>
<p>Artemisia è un’azienda agricola nata dal desiderio di un gruppo di poter coltivare e produrre i prodotti del proprio territorio in modo “ <strong>armonico</strong> ”.</p>
<p>Per “ armonico “ intendiamo non solo l’attenzione alla massima qualità tecnica del prodotto, alle modalità di produzione naturale (terreni, coltivazione, raccolta, trasformazione, ecc.), ma anche al rispetto dei ritmi della Natura, senza forzature, in sintonia con i suoi processi ed i suoi messaggi.</p>
<p>Pur nel rispetto, infatti, delle procedure generali, nello stesso tempo queste non sono mai uguali a se stesse, adeguandosi alle possibili problematiche in un contatto costante di ascolto e di cura.</p>
<p>Ci consideriamo “ <strong>imprenditori del cuore</strong><strong> ”</strong>: il nostro obiettivo è far arrivare al palato della persona che assaggia i nostri prodotti, oltre al gusto, anche il calore dell’amore che dedichiamo alle nostre coltivazioni.</p>
<p>L’amore rappresenta, infatti, il plusvalore della nostra produzione.</p>
<p>Con l’energia del cuore ed attraverso la competenza si arriva ad Artemisia.</p>
<p>I nostri prodotti:</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;OLIO:</span></em></strong></p>
<p>Olio biologico extra vergine di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.</p>
<p>Si presenta di un colore che varia dal verde all&#8217;ambrato a seconda dell&#8217;annata e della maturazione, di gusto fruttato e rotondo, di buona struttura e bassissima acidità.</p>
<p>I cultivar più rappresentati sono il Frantoio e il Leccino, assieme al Moraiolo e al Rosciola.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">IL VINO:</span></em></strong></p>
<p>Fuoco della Terra &#8211; vino rosso IGT ottenuto da vitigni Merlot e Sangiovese.</p>
<p>Luce della Terra &#8211; vino bianco IGT ottenuto da vitigni Trebbiano e Grechetto.</p>
<p>La garanzia di questi vini è che sono prodotti senza additivi, senza trattamenti termici e senza alcuna sofisticazione.</p>
<p>I vigneti sono a coltivazione biologica e la vendemmia viene eseguita a mano.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">LO ZAFFERANO:</span></em></strong></p>
<p>Lo zafferano  più pregiato, per tutti gli usi di cucina, è quello confezionato in stimmi o fili per garantirne la purezza. È il massimo del sapore e dell&#8217;aroma.</p>
<p>Siamo associati al Consorzio di produttori per la tutela dello zafferano &#8220;Croco del Perugino&#8221; di Città della Pieve.</p>
<p>La sua raccolta è eseguita<strong> completamente a mano</strong>. Il prodotto viene lavorato senza additivi o prodotti chimici.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">LE CONFETTURE:</span></em></strong></p>
<p>Sono prodotte con frutta selezionata di prima qualità proveniente esclusivamente da coltivazioni biologiche  e con zucchero bianco di canna biologico, senza conservanti, coloranti o addensanti.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">LA LAVANDA</span></em></strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">:</span></em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Proviene da tutti i nostri giardini curati con metodi biologici, raccolta a mano, essiccata su telai e sgranata per confezionare sacchetti o cuscini riposanti per la cervicale.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fpoveglianoatuttogas.org%2F2010%2F02%2F16%2Fpresentazione-artemisia%2F&amp;title=Presentazione%20Artemisia">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Biocaseificio Tomasoni: ecco come viene prodotto il formaggio</title>
		<link>http://poveglianoatuttogas.org/2008/11/15/biocaseificio-tomasoni-ecco-come-viene-prodotto-il-formaggio/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 22:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloreggiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[caseificio]]></category>
		<category><![CDATA[forrmaggio]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Sommacampagna]]></category>
		<category><![CDATA[visite]]></category>
		<category><![CDATA[biocaseificio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[gottolengo]]></category>
		<category><![CDATA[grana]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[SommaGAS]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo trascorso una mattinata davvero piacevole in compagnia di Luisa, Alessandro, Paola e Alberto del SommaGAS. A bordo della Multipla (rigorosamente a metano!) di Alessandro abbiamo raggiunto il biocaseificio Tomasoni di Gottolengo (provincia di Brescia), dove ci aspettava Massimo. Ho chiesto a Luisa di scrivere un post per il nostro blog sulla visita: abbiamo imparato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biocaseificiotomasoni.it/fotogallery.htm"><img class="alignnone" title="Grana Bio" src="http://www.biocaseificiotomasoni.it/immagini/seq/bio9sec4.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a></p>
<p>Abbiamo trascorso una mattinata davvero piacevole in compagnia di Luisa, Alessandro, Paola e Alberto del SommaGAS.</p>
<p>A bordo della Multipla (rigorosamente a metano!) di Alessandro abbiamo raggiunto il <a href="http://www.biocaseificiotomasoni.it" target="_blank">biocaseificio Tomasoni</a> di Gottolengo (provincia di Brescia), dove ci aspettava Massimo.</p>
<p>Ho chiesto a Luisa di scrivere un post per il nostro blog sulla visita: abbiamo imparato tante cose sul formaggio che stiamo mangiando, ma anche sui problemi che si stanno avendo in quest mesi per reperire del buon latte biologico in Lombardia.</p>
<p>Durante la visita non ho resistito ad estrarre il mio telefono e portare a casa dei frammenti delle visita. Lascio la parola a Massimo che ci spiega come produce il suo grana, apprezzatissimo anche in Germania!</p>
<p><embed src="http://blip.tv/play/AdqkAgA" type="application/x-shockwave-flash" width="352" height="318" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<p><embed src="http://blip.tv/play/AdqkEgA" type="application/x-shockwave-flash" width="352" height="318" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<p><embed src="http://blip.tv/play/AdqkSgA" type="application/x-shockwave-flash" width="352" height="318" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fpoveglianoatuttogas.org%2F2008%2F11%2F15%2Fbiocaseificio-tomasoni-ecco-come-viene-prodotto-il-formaggio%2F&amp;title=Biocaseificio%20Tomasoni%3A%20ecco%20come%20viene%20prodotto%20il%20formaggio">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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